La resa dei conti

La resa dei conti

la resa dei conti - John Grisham

Un tragico evento inspiegabile sconvolge una piccola cittadina dello stato del Mississippi nel 1946.

Pete Banning, agricoltore del luogo, ammirato e rispettato reduce dalla guerra nelel Filippine, padre di famiglia esemplare e riferimento per la comunità, una mattina si alza e senza esitazione cerca il pastore della sua chiesa e lo uccide a sangue freddo.

Pete non si ritiene un assassino a sangue freddo, non è neanche da ricercare nei traumi post guerra che spesso colgono i veterani la motivazione del suo folle gesto. Pete è solo un uomo che ha fatto ciò che doveva fare. Si consegna così spontaneamente alla polizia, accetta il processo senza difendersi, consapevole che la conclusione sarà quasi certamente la condanna a morte.

Pete non rileverà mai a nessuno perché ha ucciso il pastore Dexter Bell, fino a quel giorno considerato un suo amico. Se rivelare quale sia stato il suo movente può salvarlo dalla sedia elettrica, non è comunque un motivo sufficiente a fare sapere cosa, secondo lui, aveva fatto il pastore per meritare la morte. Perché è proprio il mantenimento del segreto su una storia assolutamente personale il motivo per cui il pastore doveva morire.

Sul segreto mai svelato si basa tutta la trama del romanzo, diviso sostanzialmente in tre parti: la prima parte racconta l’omicidio ed il processo. La seconda parte gli antefatti, con la tragica esperienza di Pete in guerra. La terza parte vede i familiari ricostruire le loro vite e sommare frammenti di indizi per riuscire ad intuire quali erano le motivazioni di Pete per arrivare non solo a commettere un omicidio, ma anche a sconvolgere la vita di tutta la famiglia.

La parte centrale, l’esperienza in guerra, si potrebbe tranquillamente saltare nella lettura senza perdere nulla. E’ un riempitivo, non aggiunge nulla alla trama principale. Sono pagine e pagine di un romanzo a parte, che non ha legami con l’inizio e la fine della storia. Questa parte poteva essere facilmente liquidata in una paginetta per dire che Pete è stato un soldato, che la guerra è terribile, ma non è stata questa esperienza a far maturare la decisione dell’omicidio anni dopo.

Il romanzo è indiscutibilmente con il timbro di Grisham. Le parti migliori sono nella descrizione del processo e degli stati d’animo di chi vi prende parte (processato, avvocati, testimoni, figure di contorno). Come detto la grande parte sulla guerra mi è rimasta indifferente se non, a tratti, addirittura noiosa.

— un paragrafo significativo —

«Okay, Pete, parliamo del delitto. Se sei stato tu, dimmi che sei stato tu. Se non sei stato tu, dimmi chi è stato» attaccò John Wilbanks quando furono soli.
«Non ho niente da dire» rispose Pete, e si accese una sigaretta.
«Così non va bene.»

«Non ho niente da dire.»
«Interessante. Hai intenzione di collaborare con il tuo avvocato o no?»
Alzata di spalle, sbuffo di fumo, nient’altro.
Wilbanks gli rifilò un sorriso professionale e disse: «Okay, lo scenario è questo: tra un giorno o due ti porteranno in tribunale per l’udienza preliminare davanti al giudice Oswalt. Do per scontato che ti dichiarerai non colpevole, poi tornerai qui. Tra circa un mese si riunirà il gran giurì, che ti incriminerà per omicidio di primo grado. Suppongo che entro febbraio o marzo Oswalt sarà pronto per il processo, di cui mi posso occupare, se è quello che vuoi».
«John, sei sempre stato il mio avvocato.»
«Bene. Allora devi collaborare.»
«Collaborare?»
«Sì, Pete, collaborare. A prima vista, questo sembra un omicidio a sangue freddo. Dammi qualcosa, Pete. Ce l’avrai avuto, un movente.»
«È una faccenda fra me e Dexter Bell.»
«No, adesso è una faccenda fra te e lo Stato del Mississippi, che si dà il caso non veda di buon occhio l’omicidio a sangue freddo, come tutti gli altri Stati.»
«Non ho niente da dire.»
«Non è una linea difensiva, Pete.»
«Forse una linea difensiva non ce l’ho, e comunque la gente non capirebbe.»
«Okay, ma quelli della giuria devono poterci capire qualcosa. Il mio primo pensiero, al momento l’unico, è l’assoluzione per infermità mentale.»
Pete scosse la testa e disse: «No, diamine. Sono sano quanto te».
«Io però non rischio la sedia elettrica, Pete.»
Pete soffiò uno sbuffo di fumo. «Non succederà» commentò.
«Ottimo, allora dammi un movente, una ragione. Dammi qualcosa, Pete.»
«Non ho niente da dire.»

— la presentazione ufficiale —

Ottobre 1946, Mississippi. Pete Banning, cittadino modello di Clanton, reduce di guerra pluridecorato, patriarca di una nota famiglia locale proprietaria di campi di cotone, amato padre di famiglia e fedele membro della locale comunità metodista, in una fresca giornata di ottobre si alza presto, sale in macchina e si dirige verso la chiesa. Entra nello studio del pastore, il suo amico reverendo Dexter Bell, e con calma e determinazione gli spara e lo uccide.
Da quel momento, l’unica cosa che Pete ripete a tutti, familiari, avvocati, uomini di giustizia, è “non ho niente da dire”. Qualunque sia stato il motivo del suo inconcepibile gesto non verrà svelato. Pete non ha paura della morte e viene giustiziato portando il suo segreto nella tomba, lasciando incredula l’intera comunità di Clanton.
Ma perché l’ha fatto?
In questo intenso romanzo, John Grisham accompagna il lettore in un incredibile viaggio colmo di suspense alla scoperta della sua verità, dagli Stati del Sud alla giungla delle Filippine durante la guerra degli americani contro i giapponesi, a un claustrofobico manicomio pieno di segreti fino all’aula del tribunale dove l’avvocato del protagonista cerca invano di salvarlo senza la sua collaborazione, mostrando gli effetti che può avere a lungo termine un crimine terribile e inspiegabile.

la resa dei conti - John Grisham

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admin-Salvatore

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recensione Romanzi

La resa dei conti ultima modifica: 2019-03-15T18:49:57+02:00 da Blogs Da Seguire

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