è arrivata la tassa sulla pesca sportiva. Ribelliamoci.

è arrivata la tassa sulla pesca sportiva. Ribelliamoci.

E alla fine arrivò quella che tanti temevano e pronosticavano sin da quando hanno creato la rilevazione dei pescatori sportivi.

Nella nuova legge di bilancio del Governo Giallo-Verde, quello del cambiamento (da vedere se in positivo o in negativo) è arrivata la tassa sulla pratica della pesca sportiva, da 10 a ben 100 euro all’anno, secondo la pesca praticata.

Riporto integralmente un articolo de Il Fatto Quotidiano del 30/10/2018 (link) (lo so non si potrebbe, chiedo fin d’ora scusa a Travaglio, spero non mi denunci) perché completo e non potrei aggiungere altro, al momento.

Dall’anno prossimo per l’esercizio della pesca non professionale sarà necessaria, oltre al pagamento della tassa annuale, anche una comunicazione al ministero delle Politiche agricole. Sanzione di 51 euro per chi non adempie ai nuovi obblighi. I fondi verranno destinati al ministero delle Politiche agricole e alle Capitanerie di porto.

tassa sulla pesca sportiva

Chi andrà a pesca per fini sportivi e ricreativi dal 2019 dovrà pagare un contributo annuale, che varierà tra i 10 e 100 euro.

E se dovesse trasgredire la nuova norma, in base al codice della navigazione, subirà una sanzione di 51 euro. È una delle novità contenute nell’ultima bozza della legge di Bilancio.

Dall’anno prossimo per l’esercizio della pesca non professionale sarà necessaria, oltre al pagamento della tassa annuale, anche una comunicazione al ministero delle Politiche agricole. La somma da pagare sarà commisurata “alla tipologia della pesca sportiva praticata ed alla tipologia della imbarcazione utilizzata”. È prevista una sanzione di 51 euro, in base al codice navigazione, per chi non si adegua ai nuovi obblighi.

La modulazione del contributo sarà decisa con un decreto attuativo, che potrà disporre anche esenzioni per alcune categorie. I fondi derivanti dalla norma confluiranno in “apposito capitolo del bilancio dello Stato – si legge nella bozza – per essere riassegnato per l’80%, allo stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e per il 20% sul fondo da ripartire per le esigenze di funzionamento del Corpo delle Capitanerie di porto da destinare prioritariamente all’attività di controllo in materia di pesca”.

Diciamo NO alla tassa sulla pesca sportiva


Siamo ancora in tempo a bloccare questa norma, la Legge di Bilancio non è ancora stata presentata.

Pescare non è un lavoro, non è un guadagno, non è un reddito. E’ un hobby, un antistress, un passatempo.  Non ci sono i presupposti per tassare la pesca sportiva.

Bisogna far sentire la nostra voce, fermare questa ingiustizia, bloccare questa norma, far sentire il peso della comunità dei pescatori sportivi.

Iniziate a far sentire la vostra indignazione sui social (che tanto ormai conta quello anche nella politica), condividete questo articolo, esprimete la vostra opinione. Facciamo vedere quanti siamo contrari a quest norma.

admin-Salvatore

Leggi l’articolo completo sul blog originale

La mia pesca con il barchino divergente

è arrivata la tassa sulla pesca sportiva. Ribelliamoci. ultima modifica: 2018-10-31T08:20:29+00:00 da Blogs Da Seguire

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