Riccardino

Riccardino

Riccardino di Andrea Camilleri

Riccardino di Andrea Camilleri

Il compianto Camilleri ce lo aveva promesso un romanzo che concludesse ed archiviasse le avventure di Salvo Montalbano. Sapevamo che lo aveva preparato con largo anticipo ed adesso, ad un anno dalla morte dell’Autore, finalmente i lettori sono stati ripagati del loro sconfinato affetto per lo scrittore e per il personaggio.

Riccardino però non è la solita avventura di Montalbano. Il titolo ci dicono i critici è diverso dalla consuetudine, ed è vero, ma anche la forma ed il dialogo tra il protagonista ed il lettore è diverso. Riccardino è diverso da ciò che ti aspetti da Camilleri.

C’è un’indagine del Commissario Montalbano (Riccardino è la vittima) perfettamente inserita nelle solite dinamiche di Vigata, che seppur affrontata con stanchezza da un demotivato Montalbano viene portata a conclusione con la solita capacità investigativa, costruita soprattutto sulla capacità del commissario di capire le persone.

Ma la parte sorprendente, se non spiazzante, è la discussione animata tra Salvo Montalbano e Andrea Camilleri.

Si parlano, litigano, si insultano, si spiegano. Il commissario Salvo Montalbano è stanco dei continui accostamenti tra il suo personaggio letterario ed il protagonista delle serie TV, ben più conosciuto.

Salvo è geloso del suo alter ego ed è arrabbiato perché credono che il personaggio TV sia esattamente uguale a lui.

E tu? Conosci la differenza tra il personaggio TV ed il protagonista dei romanzi di Montalbano? Sai che il commissario Montalbano non è calvo? Sai che è in sovrappeso (e vorrei vedere con tutto quello che si mangia?).

Le avventure del Commissario Montalbano giungono alla fine, ma (spoiler) non per la morte di Andrea Camilleri, ma per la precisa volonta di Salvo Montalbano.

Forse avrete già partecipato a qualche discussione. Forse già sapete che l’ultima avventura del Commissario Montalbano ha sollevato dubbi e polemiche. Comunque se siete appassionati di Camilleri e di Montalbano Riccardino va letto. Anche solo per rispetto all’Autore.

Leggete il romanzo e poi ne parliamo.



Un paragrafo significativo di Riccardino

Era l’Autore che lo chiamava da Roma. Si pentì subito d’aviri isato il ricevitori.

«Salvo, ce l’hai un po’ di tempo?».

«Un poco quanto?».

«Massimo deci minuti».

«Vabbeni. Dimmi».

«Così non posso più andare avanti, dovresti cercare di darmi una mano d’aiuto».

«In che senso?».

«Come me l’hai sempre data. La storia di Riccardino, della quale ti stai occupando…».

«Chi te ne ha parlato?» lo ’ntirrompì Montalbano arrisintuto.

L’Autore tirò un sospiro funnuto.

«Madonna, Salvo, siamo ancora a questo punto? Non l’hai capito o lo fai apposta?».

«Voglio sapere chi ti ha informato».

«Salvo, la facenna sta completamenti arriversa. Sono io che informo te, e non capisco perché ti ostini a credere che sei tu a informare me. Questa storia di Riccardino io la sto scrivendo mentre tu la stai vivendo, tutto qua».

«Quindi io sarei il pupo e tu il puparo?».

«Ma che minchiate dici? Ora mi cadi nei luoghi comuni? Te lo sei scordato quante volte tu hai imposto a una mia storia, di tua iniziativa, autonomamente, un corso completamente diverso da quello che io avevo in testa di scrivere? Per esempio, non sei stato tu a scegliere il finale de La pazienza del ragno? Io avevo pensato di terminarlo in un certo modo, ma tu mi hai costretto a una soluzione diversa. E so anche perché l’hai voluto fare».

«Ah, sì?».

«Sì. In quell’ultima parte mi hai obbligato a inserire nel racconto certi tuoi monologhi interiori impossibili da sceneggiare. E tu lo sapevi benissimo. In altre parole, hai voluto fottere il personaggio televisivo, negandogli la possibilità di arricchirsi di certe sfumature. Non è così?».

«Mi hai chiamato per dirmi che hai fatto questa grande scoperta? Che io voglio differenziarmi dall’altro?».



La presentazione ufficiale per Riccardino

«Il telefono sonò che era appena appena arrinisciuto a pigliari sonno, o almeno accussì gli parse”. “Riccardino sono”, disse una voce “squillante e festevole”, per dargli appuntamento al bar Aurora. Ma Montalbano non conosceva nessuno con quel nome… Un’ora dopo, la telefonata di Catarella: avevano sparato a un uomo, Fazio lo stava cercando. Inutilmente il commissario cercò di affidare l’indagine a Mimì Augello, perché “gli anni principiavano a pesargli” aveva perso “il piacere indescrivibile della caccia solitaria”, insomma “da qualichi tempo gli fagliava la gana”, “si era stuffato di aviri a chiffari coi cretini”. Si precipitò sul posto, e scoprì che il morto era proprio Riccardino.»

Questo, in sintesi, è l’incipit di Riccardino, l’ultimo, atteso romanzo con protagonista il commissario Montalbano, che Andrea Camilleri ha voluto uscisse postumo. Il primo capitolo del romanzo è stato letto in anteprima il 16 maggio 2020 dallo scrittore Antonio Manzini, amico e allievo di Camilleri, in occasione del Salone del Libro Extra.Un titolo così diverso da quelli essenziali ed evocativi e pieni di significato ai quali siamo abituati, in cui risuonano echi letterari. Riccardino segna quasi una cesura, una fine, ed è giusto marcare la differenza sin dal titolo.

Riccardino di Andrea Camilleri

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recensione Romanzi

Riccardino ultima modifica: 2020-07-31T11:05:56+02:00 da Blogs Da Seguire

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