Quasi per caso

Quasi per caso

Quasi per caso di Giancarlo de Cataldo

Mi piace molto il romanzo di ambientazione storica. Mentre si legge si ha una doppia informazione da assimilare: da una parte la trama del romanzo, fantasia e immaginazione, dall’altra le curiosità sul particolare momento storico in cui è ambientata, le usanze, il cibo, le consuetudini, i rapporti sociali.

Quasi per caso dal punto di vista della rievocazione storica è molto interessante, sia per la parte che racconta la Storia d’Italia, con la rivoluzione di Mazzini, sia sul vivere quotidiano nella Roma del tempo, che farà piacere ai romani, ma anche a chi come me romano non è.

Emiliano è un soldato di carriera del Regno sabaudo, molto apprezzato dai suoi superiori ed in procinto di sposare l’affascinante Naide. Ma una volta giunto a casa, sconfitto ma con gloria, da una battaglia, Naide non c’è ad aspettarlo. E’ andata a Roma ad unirsi alle truppe di Mazzini.

Emiliano andrà così a Roma con un duplice scopo: riportare la sua sposa a Torino e rintracciare Aymone, un amico di Vittorio Emanuele II, fuggito a Roma anche lui per motivi d’amore.

Emiliano, le cui doti investigative sono affermate, si troverà ad indagare insieme a Neide sull’omicidio di un aristocratico di cui è accusato Aymone, che rischia la pena di morte.

Il romanzo come detto è molto interessante, con varie sfaccettature di lettura e molti personaggi ad arricchire la scena.


Un paragrafo significativo per Quasi per caso

Era la prima volta che Emiliano si trovava faccia a faccia con quell’uomo così controverso. Per alcuni un santo, per altri il capo di un’orda di fanatici assassini. Carlo Alberto lo aveva condannato a morte: d’altronde, Mazzini aveva congiurato per detronizzarlo, e poi per farlo assassinare. Ma Cavour gli aveva consegnato un messaggio per lui. Emiliano non sapeva che cosa pensare. Era a disagio, ma fu sincero.

«Suonate molto bene, signor Mazzini.»

E mentre quello assaporava il complimento – dal lieve sorriso che era spuntato all’angolo della bocca, Emiliano comprese che non gli era affatto dispiaciuto – gli porse la missiva di Cavour.

«Il conte di Cavour mi ha chiesto di darvela, signore.»

«Oh, oh» ridacchiò Manara, «il signor Benso si degna!»

«Stai a vedere che i piemontesi ci vengono a dare una mano!» chiosò Ciceruacchio.

«Il sigillo è intatto» osservò Mazzini, rivolto a Emiliano.

«Mi è stato detto di preservarlo.»

Mazzini ruppe il sigillo e lesse rapidamente la lettera. Annuì.

«Ditemi tutto.»

Emiliano espose le ragioni della sua venuta a Roma.

«Che cosa vi aspettate esattamente che io faccia, maggiore Saint-Just?»

«Per prima cosa, non ho idea di dove si sia cacciata la persona che ho l’incarico di rimpatriare. E non saprei proprio a chi chiedere informazioni.»

«Quindi, dobbiamo rintracciare questo signore.»


La presentazione ufficiale per Quasi per Caso

Una città in rivolta. Un giovane ufficiale accusato di omicidio. Una corsa contro il tempo per salvarlo dalla fucilazione.

«Il giovane piemontese stringeva la carabina e fissava stordito il cadavere, che se ne stava disteso su un mucchio di fogliame, con le braccia aperte e la bocca atteggiata a un beffardo sorriso. Come se nel prendere congedo dal mondo avesse finalmente realizzato di quale grande inganno era stato vittima. Come se volesse dire a chi restava: E ora tocca a voi. Anzi, tocca a te. Vediamo come riuscirai a cavartela, ragazzo, perché una cosa è certa: dalla mia morte non potranno che venirtene guai.»Reduce dalla disfatta di Novara, dove gli austriaci di Radetzky hanno stroncato il sogno di Carlo Alberto, il maggiore Emiliano Mercalli di Saint-Just torna a Torino per sposare la fidanzata Naide, una delle prime donne-medico d’Italia. Naide, però, è una patriota convinta, e mentre lui era sul campo di battaglia è corsa a Roma, dove Mazzini sta cambiando la Storia con il miracolo progressista della Repubblica Romana. Emiliano vorrebbe raggiungerla, e l’occasione gliela offre nientemeno che Cavour: bisogna trovare il giovane Aymone, compagno di bagordi di Vittorio Emanuele II, e riportarlo a Torino, dove lo aspetta un matrimonio di facciata voluto proprio dal neo-re. Purtroppo, Emiliano non fa in tempo ad arrivare che la situazione precipita. E mentre i francesi si preparano ad assaltare Roma, i reazionari pretendono a gran voce una condanna esemplare per il giovane venuto dal Piemonte a spargere sangue.

Quasi per caso di Giancarlo de Cataldo

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Quasi per caso ultima modifica: 2019-12-22T10:26:30+01:00 da Blogs Da Seguire

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