L’invisibile

L’invisibile

L'invisibile di Giovanni Floris

Il successo è sempre sospetto. Chissà come sarà arrivato lì. Chissa chi ha pagato, chi ha corrotto, chi ha truffato. Chissà quali amicizie importanti ha. Qualcosa di losco sotto il successo di un uomo e di una donna ci deve sempre essere.

E’ per questo che il sedicente giornalista Antonio si mette a stalkerare Fausto Maria Borghese , ricco e potente finanziere, abituè dei talk show televisivi (esistesse davvero sarebbe ospite fisso a DiMartedì di Floris e da Fazio a Che Tempo che Fa) e sicuramente in procinto di buttarsi in politica.

Cosa nasconde? Da dove arriva la sua ricchezza? A chi è dovuta la sua credibilità politica? C’entrano il Vaticano o qualche partito politico? Il Presidente della Repubblica addirittura?

In realtà Fausto Maria è semplicemente molto riservato. L’assoluta cura della sua privacy è uno dei dogmi della sua vita e quanto fa di pubblico è quello strettamente necessario alla sua attività ed alla concessione alla moglieCamilla di un minimo di mondanità.

Certo, anche lui a qualcosa da nascondere, ma sono semplicemente le sue umili origini, un’infanzia difficile affrancata da una famiglia affidataria che gli ha permesso di studiare.

Ma il blogger-giornalista Antonio è convinto che ci siano dei torbidi segreti da scoprire e da pubblicare, un servizio giornalistico che finalmente gli conferirà il prestigio e la notorietà a cui ha diritto.

Inizia così a scavare, a cercare notizie e testimonianze e quando non le trova utili al suo scopo inizia a distorcerle e falsificarle.
La vita di un uomo tranquillo e riservato viene così sconvolta. La sua unica colpa è quella di essere ricco e famoso.

Conoscevo Giovanni Floris solo come giornalista televisivo e conduttore di famosi talk show, come DiMartedì. Scopro che è anche un buon romanziere, con una scrittura fluida, idee divertenti e capacità di narrazione.

Chissà se la storia di un giornalista deviato, che adatta le notizie ai suoi scopi, arrivando a creare delle vere fake news è un’idea che gli è venuta dalla sua vita professionale.


Un paragrafo significativo per L’invisibile di Giovanni Floris

A quel punto, Fausto Maria accese il cellulare di lavoro, cauto come chi attende un’esplosione. E in un certo senso ci fu. Chiamate, messaggi, WhatsApp: non c’era un leader politico che non si fosse fatto vivo per comunicargli solidarietà, comprensione (Ma che cazzo comprendete? Cosa volete mai capire?), per dargli il suo endorsement (Ma a cosa?), per tirarlo nella sua fazione (Ma in nome di che?). Il muro di serenità che si era faticosamente costruito cominciò a sgretolarsi. Piovvero calcinacci.

«È un trionfo!» continuava sua moglie. «Ora non puoi che candidarti… e vincere!»

Fausto guardava da un cellulare, a un foglio, a un altro cellulare e riusciva solo a inquadrare frasi sconclusionate. Niente sembrava avere senso. Il telefono del lavoro in quell’istante si mise a squillare.

«Vincere cosa, Camilla?» chiese confuso alzando lo sguardo.

«Quello che vuoi» fu Natasha a rispondere, guardandolo dritto negli occhi.

A quel punto Camilla, al settimo cielo, sganciò la bomba. «Vedi che intuizione ho avuto a invitare a cena Perini? Ora puoi rilasciargli a caldo la prima intervista da leader in pectore!»

«Perini?» inorridì Fausto Maria.

«Il giornalista, Fausto!»


La presentazione ufficiale per L’invisibile di Giovanni Floris

Il problema è sempre quello, riuscire a non farsi vedere.

Antonio e Fausto non potrebbero essere più diversi: il primo, cinquant’anni in jeans e T-shirt, vive di lavoretti in un appartamento in condivisione con tre ragazzi, sempre connesso, in attesa che il mondo riconosca il suo talento di giornalista; il secondo è un imprenditore di successo, molto riservato, con una famiglia perfetta, che dicono stia per candidarsi a sindaco della Capitale. Due rette parallele che non dovrebbero incontrarsi mai. Perciò, quando Antonio riconosce Fausto nella bottega di Oreste, un anonimo barbiere al Nomentano, si convince subito che questa ribellione alle leggi della geometria sociale nasconda qualcosa: che ci fa un uomo ricco e di potere come Fausto Maria Borghese in un posto come quello? E perché, poco dopo, Oreste sparisce nel nulla? Da quel momento, stanare Fausto diventa l’ossessione di Antonio e l’ordinata quotidianità dell’imprenditore comincia a deragliare. Ma cercare la verità di qualcun altro può essere un gioco pericoloso, se non si sono ancora fatti i conti con la propria.

L'invisibile di Giovanni Floris

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L’articolo L’invisibile proviene da Scrittori e Romanzi.

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L’invisibile ultima modifica: 2019-11-27T14:51:53+01:00 da Blogs Da Seguire

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