Bello, elegante e con la fede al dito

Bello, elegante e con la fede al dito

bello elegante e con la fede al ditoBello, elegante e con la fede al dito potrebbe sembrare un romanzo diverso dai soliti (soliti non vuol essere dispregiativo, ma piuttosto inteso come familiari) scritti da Andrea Vitali, ma in realtà non si scosta poi molto.

Il luogo dove si svolgono le vicende è sempre Bellano, le sponde del lago di Como, i sobborghi che vi si affacciano. Non c’è il maresciallo dei carabinieri, il prevosto, o qualche abitante sanguigno o caratteristico. Però anche se più eleganti, raffinati, moderni i personaggi di questo libro non si discostano molto da quelli che normalmente animano le storie di Vitali. Sono introversi e macchinosi nei pensieri, sono sempre spinti dall’esigenza di fare un passo più avanti degli altri.

La storia raccontata vive sugli equivoci, sulle incomprensioni e sulle manie dei protagonisti.

Rosa è una ragazza segnata da una storia d’amore travolgente e sfortunata. Il suo fidanzato non ufficiale, quando era il momento di legarsi per la vita, si innamora di un’altra ragazza e lascia sola Rosa. Ritroviamo Rosa da adulta, risolutamente sola e decisa a godersi la vita, che incontra il nuovo oculista dell’ospedale con cui inizia una storia romantica e passionale, ma che la riporterà a ripensare alla sua prima storia d’amore.

Il non detto genera un equivoco da cui Rosa riesce a cavarsela solo perché è una donna risoluta e decisa a non soffrire inutilmente.

Piacevole, non divertente come altri di Vitali, ma è un romanzo che si regge più sulla vicenda complessiva che sui singoli momenti.

— un paragrafo significativo —

Al pensiero che lei potesse anche solo sospettare in che guaio s’era cacciato…
Aveva risposto scuotendo la testa.
«Magari!»
Magari fosse stato il lavoro a dargli pensiero.
Poi s’era di nuovo zittito.
Era stata Rosa a insistere, voleva sapere.
Lei aveva detto quella parola che mai era stata pronunciata.
«Tua… moglie?» aveva chiesto esitando, indispettita dal suo stesso esitare che aveva tentato di contenere.
Il Casteggi s’era stretto nelle spalle, non aveva parlato, solo una smorfia in risposta, come dire che, prima o poi, bisognava aspettarselo. 
Vecchia strategia, più volte messa in campo e, poteva dirlo con certezza, pluripremiata dai risultati: lasciare che il sospetto di una moglie sul piede di guerra invadesse la sua preda e poi accodarsi, recitando anche un po’ la parte della vittima.
Rosa aveva fatto spallucce, pur percependo che il solo fatto di aver nominato la moglie incrinava il tacito accordo che aveva creato tra di loro una sorta di cerchio, l’atmosfera degli amanti perfetti.
Una perfezione che, a Rosa non era sfuggito, il Casteggi aveva sempre avuto cura di mantenere, eliminando ogni possibile indizio, ogni traccia dell’eventuale passaggio della consorte dalla bomboniera.
Accorto e pignolo.
La Rosa non aveva mai trovato segnali che la inducessero a qualsivoglia sospetto.
Tranne, forse, una sola volta.
Quella degli occhiali.

— la presentazione ufficiale —

Adalberto Casteggi, quarantenne, affascinante oculista con studio a Milano, si è innamorato del lago andando su e giù in ferrovia per sostituire un collega all’ospedale di Bellano. Su quelle sponde ha stabilito ora il suo ‘buen retiro’, deliziato anche dalla compagnia di una paziente del luogo. Si chiama Rosa Pescegalli, ha 36 anni e li porta benissimo. Gestisce una profumeria e ha fatto palpitare parecchi cuori. Con gli uomini però ha preso un po’ le distanze, dopo una sofferta storia con un calciatore del Lecco. Il dottore ne resta imbambolato e, stordito da tanta bellezza, dimentica che potrebbe esserci un prezzo da pagare… perché dietro lo splendore del lago, delle montagne e soprattutto dello sguardo magnetico di Rosa (e della sua scollatura), si nascondono vecchi rancori e velenosi desideri di vendetta.
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admin-Salvatore

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